IL PUNTO DI VISTA: Intervista a Paola Rigoldi Sales Manager – Channel, Alliance and Service Providers Hewlett Packard Enterprise, Italy

22 settembre 2022
IL PUNTO DI VISTA: Intervista a Paola Rigoldi Sales Manager – Channel, Alliance and Service Providers Hewlett Packard Enterprise, Italy

Conoscere il mercato e i suoi nuovi trend in anticipo. Ma non solo. Conoscerlo e analizzarlo attraverso la voce di esperti del settore, opinion leader capaci di offrire spunti di riflessione e uno sguardo alto sul mondo IT.

È questo l’obiettivo de “Il punto di vista di”: una nuova serie di interviste, ed eventi, che hanno l’obiettivo di diffondere la Cultura Digitale e promuovere l’Innovazione e il Cambiamento in azienda.

Si tratta di momenti contributivi con un format agile - cinque domande - per conoscere l’Innovazione e guardarla attraverso lo sguardo d’eccezione di chi la detta.

Negli ultimi due anni, infatti, la tecnologia è passata da abilitatore a vero protagonista del Cambiamento, ecco perché, in questo nuovo scenario, occorre anche adeguare lo stile e l’approccio dei contenuti dedicati.

La prima voce d’eccezione è Paola Rigoldi, Sales Manager - Channel, Alliance and Service Providers di Hewlett Packard Enterprise.

Chi sei, cosa fai e tre aggettivi per descriverti.

Sono Paola Rigoldi, Responsabile del canale per Hewlett Packard Enterprise, in particolare dei top partner (quelli definiti Gold e Platinum), delle alleanze (che chiamiamo ecosystem sales) e dei service provider.

Se devo descrivermi con tre aggettivi direi tenace, perché non mi arrendo facilmente, poi ottimista, perché cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose, di accoglierle con entusiasmo insomma, e poi empatica, un aspetto in particolare che mi aiuta nelle relazioni con i nostri partner.

Come è cambiata la Digital Transformation?

Oggi non possiamo più prescindere dalla Digital Transformation, è una necessità che noi e i nostri Clienti dobbiamo saper padroneggiare per essere competitivi e distinguerci sul mercato.

Questi ultimi due anni hanno restituito uno scenario sempre più mutevole, dove il cambiamento ha passo e velocità diversi, ecco perché essere rapidi e pronti è fondamentale per conoscere e applicare il ritmo giusto del cambiamento.

Cosa significa oggi fare Innovazione?

Ho letto tempo fa una distinzione che mi è piaciuta molto: è quella tra Invenzione, che si riferisce alla realizzazione di qualcosa di nuovo investendo capitali, e di Innovazione, che significa invece generare valore da qualcosa di già esistente, introducendo magari un nuovo processo o applicando una nuova idea.

Applicando questo concetto al ruolo della tecnologia e dell’innovazione dobbiamo considerare che oggi, da consumer, siamo ormai abituati ad usare tecnologie innovative nella quotidianità, e tutti vorremmo poterlo fare anche in ambito business, quando siamo al lavoro.

Cosa intendo? Che le aziende dovrebbero essere in grado di fornire esperienze e soluzione ai loro clienti, ma anche alle proprie persone, in maniera coerente e capillare, così da attirare anche i giovani talenti.

Questo è un obiettivo che continua a guidare Hewlett Packard Enterprise, che promuove da sempre una spinta all’innovazione orientata ai dipendenti, così come agli utenti finali.

Per coinvolgere i colleghi in una migliore employee experience, a inizio luglio, abbiamo presentato i nostri nuovi spazi di lavoro. Il rinnovo è stato orientato da un duplice vocazione, da una parte quella di adattarsi anche alle nuove modalità di lavoro, restituendo così luoghi con più spazi collaborativi e integrati anche con attività di svago, e dall’altra quella di promuovere una cultura sostenibile, utilizzando quindi materiali corretti, sale meeting con consumi energetici adattabili in base all’occupazione, etc...

Per quanto riguarda invece la possibilità di realizzare soluzioni innovative per i clienti, Hewlett Packard Enterprise lavora su tre filoni: il primo di sviluppo organico, per l’ampliamento del nostro portafoglio prodotti, poi attraverso l’acquisizione di società innovative che realizzano tecnologie che si integrano con le nostre, e infine con l’investimento in start up innovative. A questo proposito abbiamo un programma a livello worldwide che si concretizza poi in partnership tecnologiche.

Qual è oggi il ruolo della tecnologia?

Un ruolo da protagonista direi, perché la tecnologia è l’abilitatore dell’innovazione. In questo il nostro obiettivo è quello di sviluppare tecnologie innovative per il mercato, così che i nostri clienti, attraverso un circolo virtuoso potentissimo, possano essere a loro volta più efficienti e efficaci nel loro core business.

Un esempio concreto di questa spinta all’innovazione sono le soluzioni di exascale supercomputing, che permettono di ridurre estremamente i tempi di elaborazione e di correlazione dei dati grazie a una grande potenza di calcolo. Pensiamo i benefici per ambiti di applicazione come la Formula Uno, o l’ambito medico e della ricerca farmaceutica. O ancora, nell’ambito della cybersecurity: abbiamo sviluppato una soluzione,  Zerto, in grado di ripristinare in pochi minuti l’ambiente consolidato esistente fino a 5  secondi prima dell’attacco ransomware, garantendo così la massima continuità del business, senza alcun gap o interruzione.  Una soluzione puntuale soprattutto per quei settori business critical, in cui anche pochi minuti di blocco posso essere dannosi.

Secondo te qual è l’innovazione tecnologica più disruptive di sempre?

Istintivamente ti direi lo smartphone: mi rendo conto di utilizzarlo quotidianamente per moltissime funzionalità: dalla lettura delle mail, alla spesa online, dai bonifici al navigatore, dalla musica all’audiolettura dei libri... Credo che disruptive sia soprattutto il senso di libertà e indipendenza che questa tecnologia è in grado di darmi, semplificando e intervenendo di fatto in ogni attività quotidiana.

Anche se, a pensarci bene, la mia natura di ottimista mi porta a dire che l’innovazione più disruptive deve ancora arrivare e credo che la tecnologia, ancora una volta, saprà stupirci.

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