IL PUNTO DI VISTA: Intervista a Walter Narisoni – Director Sales Engineer South EMEA, Sophos

28 settembre 2022
IL PUNTO DI VISTA: Intervista a Walter Narisoni – Director Sales Engineer South EMEA, Sophos

Conoscere il mercato e i suoi nuovi trend in anticipo. Ma non solo. Conoscerlo e analizzarlo attraverso la voce di esperti del settore, opinion leader capaci di offrire spunti di riflessione e uno sguardo alto sul mondo IT.

È questo l’obiettivo de “Il punto di vista di”: una nuova serie di interviste, ed eventi, che hanno l’obiettivo di diffondere la Cultura Digitale e promuovere l’Innovazione e il Cambiamento in azienda.

Si tratta di momenti contributivi con un format agile - cinque domande - per conoscere l’Innovazione e guardarla attraverso lo sguardo d’eccezione di chi la detta.

Negli ultimi due anni, infatti, la tecnologia è passata da abilitatore a vero protagonista del Cambiamento, ecco perché, in questo nuovo scenario, occorre anche adeguare lo stile e l’approccio dei contenuti dedicati.

La nuova voce d’eccezione è Walter Narisoni, Director Sales Engineer South EMEA di Sophos.

Chi sei, cosa fai e tre aggettivi per descriverti.

Sono Walter Narisoni, in Sophos sono Responsabile della prevendita a livello sud Europa (in particolare dell’Italia, della Francia, dell’Iberia e del Benelux). Occuparsi di prevendita è un ruolo fondamentale perché significa affiancare il dipartimento commerciale per spiegare e raccontare al meglio la parte tecnica delle nostre soluzioni così che le vendite possano a loro volta proporle e trasferirle ai Clienti finali.

Se devo descrivermi con tre aggettivi direi appassionato, di tecnologie soprattutto, perché per occuparsi di prevendita bisogna davvero essere appassionati di tecnologie. Poi affidabile: per me essere disponibile, nei tempi e nei momenti più giusti, per i Clienti e per i miei colleghi è fondamentale. Infine preciso, in ambito tecnologico bisogna davvero esserlo.

Come è cambiata la Digital Transformation?

È cambiata moltissimo. Il lavoro da casa in particolare sta diventando sempre più smart: sono sempre di più le aziende che stanno adottando queste nuove modalità di lavoro ben al di là delle necessità legate alla pandemia. Negli ultimi tre anni abbiamo assistito a una corsa a diventare smart, a garantire la continuità del business attraverso il lavoro da remoto. Si parla di corsa non a caso, bisognava correre ai ripari in tempi rapidi, veloci.

Ecco, oggi invece quell’approccio reattivo ha lasciato il passo a una maggiore consapevolezza. Le aziende si sono rese conto anche delle necessità che derivano dall’estensione del perimetro aziendale e legate alla cybersecurity. Si sono accorti insomma che la tecnologia è necessaria per proteggere la parte di Digital Transformation che occorre per consentire il lavoro smart.

Accanto alla consapevolezza è maturata anche la competenza. Una competenza di scenario, della vulnerabilità o meno della propria azienda grazie all’adozione di una strategia di cybersecurity specifica.

Cosa significa oggi fare Innovazione?

Fare innovazione oggi significa realizzare soluzioni che permettano alle persone prima, e alle aziende poi, di fare qualcosa in maniera di differente.

Non solo, significa fare in modo che le attività che realizziamo quotidianamente, quelle più ripetitive e noiose o quelle per cui serve grande velocità di calcolo o di analisi dei dati, vengano prese in carico dalla tecnologia che è decisamente più efficace.

Perché la tecnologia e l’innovazione hanno quell’obiettivo, liberare tempo ed energie per far concentrare le persone e le aziende sui compiti realmente a valore dove l’uomo può fare la differenza.

Qual è oggi il ruolo della tecnologia?

L’ho anticipato un po’ nella risposta precedente. La tecnologia serve ad aiutare a semplificare la vita delle persone. È un abilitatore insomma, che semplifica e automatizza processi e compiti per fare in modo che le persone abbiano il tempo di dedicarsi ad attività a valore aggiunto. Quelle attività che poi la tecnologia non è in grado di assolvere, come il prendere decisioni. Pensiamo alle minacce in rete: la tecnologia è molto brava a rilevare gli alert, ma è l’uomo poi a decidere come rispondere alle minacce.

Il ruolo della tecnologia è quindi un ruolo sempre più importante e complementare alle attività umane, perché alleggerisce le persone da attività noiose o anche pericolose, di cui l’uomo non potrebbe occuparsi. Pensiamo qui all’ambito nucleare. Per spostare materiali radioattivi servono robot e intelligenza artificiale.

Secondo te qual è l’innovazione tecnologica più disruptive di sempre?

È una: Internet, la rete. Senza quest’innovazione, il mondo in cui oggi abitiamo, fatto di abitudini, velocità nel reperimento e fruibilità delle informazioni, sarebbe completamente diverso. Internet ci ha cambiati completamente. Da quel momento, poi, sono nate e nasceranno tante altre innovazioni che plasmeranno, sempre di più, la nostra vita.

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