Ripartire dalle competenze e tracciarle con il tool giusto. L’intervista a Gianluca Villa, il volto di Npo

22 novembre 2020
Ripartire dalle competenze e tracciarle con il tool giusto. L’intervista a Gianluca Villa, il volto di Npo
SMT (Skills Management Tool): uno strumento agile e perfettamente integrato con la Power Platform Microsoft

In questi mesi, proprio nella rubrica “Il Volto di Npo”, abbiamo parlato di competenze, di nuove competenze, di come allenarsi per reagire al cambiamento e dettarlo.

In un momento di trasformazione come questo infatti è vero che la tecnologia ha il compito di guidare l’evoluzione delle aziende, ma è vero anche che tale evoluzione non può prescindere dalle competenze. E per possederle, bisogna prima di tutto poterle mappare così da indirizzare non solo il learning path di team ma qualsiasi piano strategico di breve e lungo termine della propria azienda.

E proprio dall’attenzione alle competenze e dalla necessità di mapparle attraverso uno strumento nuovo, agile, è nato Skills Management Tool (SMT) di Npo Sistemi. Di questo e delle sue potenzialità, ne parla Gianluca Villa, Services & Solutions Director di Npo Sistemi.

Da dove nasce SMT?

Da una necessità, quella di documentare le skills tecniche, mapparle così come tenere traccia delle certificazioni tecnologiche conseguite dal proprio team.

Ci siamo resi conto che non c’erano sul mercato strumenti agili e semplici in grado di farlo. Per questo, con il team Services & Solutions di Npo, abbiamo creato SMT, un’applicazione integrata perfettamente con il tenant Microsoft.

Quali sono le sue potenzialità?

SMT è un self-assessment, pensato per essere semplice da aggiornare e gestire.

Per questo abbiamo scelto di utilizzare la Power Platform di Microsoft che da una parte, grazie a Power App, ci ha dato la possibilità di creare agilmente un’applicazione, e dall’altra, con Power BI on top, abbiamo aggiunto anche l’attività di reporting. Proprio grazie all’integrazione con la Power Platform siamo riusciti ad automatizzare una serie di flussi in backend.

Il risultato è una configurazione più che una scrittura di codice sorgente, e una facilità nell’utilizzo per gli utenti finali a cui si accede automaticamente sia da smartphone aziendale che da pc.

È un tool dalle potenzialità enormi, pensiamo intanto al continuos improvement, alla possibilità cioè di dare una fotografia sempre più aggiornata delle competenze, non solo di mapparle, ma anche di aggiungerne di nuove, con un update continuo e costante delle conoscenze.

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